Tre castelli, un fondovalle ventoso e tredici ex comuni
Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro, con la cinta della Murata, sono iscritti nella lista UNESCO: nel perimetro tutelato e nei nuclei storici il regolamento edilizio comunale guarda con attenzione a partiture, colori e materiali delle finestre. Su una casa del centro non basta che il serramento isoli: deve mantenere la suddivisione dei riquadri, uno spessore di telaio credibile e una tonalità coerente con la facciata. In questi casi lavoriamo spesso in legno o in legno-alluminio, con profili ridisegnati sul rilievo dell'esistente, e prepariamo i dettagli costruttivi e la documentazione fotografica che l'ufficio tecnico richiede.
Il fondovalle del Ticino, fra Arbedo-Castione e la Piana di Magadino, funziona come un corridoio: il vento incanalato nord-sud spinge la pioggia contro le facciate esposte e mette sotto pressione le battute. Qui il valore Uw da solo non basta: contano la classe di tenuta all'aria e di permeabilità all'acqua, la qualità delle guarnizioni e il numero di punti di chiusura. Si aggiunge un'escursione termica ampia fra una notte di gennaio e un pomeriggio di luglio: un profilo senza un taglio termico serio lavora, si deforma e prima o poi lascia passare spifferi lungo tutto il perimetro.
Il patrimonio cambia molto da quartiere a quartiere. Nei nuclei di Monte Carasso, Sementina e Gudo si trovano murature spesse con vani irregolari, dove il falso telaio esistente va misurato punto per punto. Lungo l'asse dell'A2 e della linea ferroviaria del Gottardo, invece — Giubiasco e Camorino — il tema è il rumore continuo di traffico e convogli: qui proponiamo vetri stratificati asimmetrici con intercalare acustico, che rendono più delle soluzioni simmetriche a parità di spessore. Nelle palazzine di Bellinzona sud, spesso con avvolgibili originali, la sostituzione va coordinata con cassonetti e davanzali per non creare nuovi ponti termici.